Viterbo. Nella notte fra venerdì 12 e sabato 13 settembre 2014, la Polizia provinciale ha sequestrato delle reti e 50 chilogrammi di pesce al lago di Mezzano, specchio d’acqua in cui è vietata la pesca professionale. Dopo vari appostamenti gli uomini coordinati dal comandante Enrico Paziani hanno avuto la possibilità di recuperare i materiali, senza però riuscire a cogliere sul fatto i pescatori. Gli agenti, infatti, hanno trovato nascosta fra la boscaglia, in prossimità di un guado, l’auto di un noto pescatore di professione. Mentre la barca, che nei giorni precedenti era rovesciata sulla riva, non era presente, sicuramente all’avvicinarsi dei poliziotti i pescatori si sono nascosti in acqua in un’area ricca di vegetazione e non accessibile da riva. Da un Z7HOKCTP_CSG8AU87accurato controllo sono stati notati alcuni galleggianti affiorare dalle acque, e mentre una pattuglia ha iniziato la perlustrazione del lago alla ricerca dei pescatori, l’altra ha provveduto al recupero delle reti calate per circa un chilometro e mezzo. Terminata l’operazione di recupero, gli agenti si cono messi alla ricerca della imbarcazione a remi che è stata ritrovata nascosta tra una fitta vegetazione, al cui interno erano ancora presenti i recipienti per recuperare le reti e il pescato: circa 50 chilogrammi di pesce tra lucci, tinche, coregoni e scardole. “È ormai da diverso tempo che, periodicamente, pescatori senza scrupoli calano le reti nel laghetto di Mezzano – dicono da palazzo Gentili – ma è un compito veramente arduo coglierli su fatto. Per sanzionarli si devono trovare in attività di pesca e questo è ancor più difficile; come in altre occasioni gli agenti del corpo di Polizia provinciale sono riusciti a sequestrare le reti e il pescato, nella speranza di far desistere tali soggetti a compiere questi atti illegali. A loro va il ringraziamento per l’ottima operazione svolta”.