Roma. Scatta il piano triennale anticorruzione in Comune, la risposta politica e amministrativa della giunta Marino a Mafia Capitale, materia ancora d’indagine non solo per la Procura ma anche per gli ispettori della Prefettura. Dieci i punti chiavi della riforma voluta dall’assessore alla Legalità marino_aism_sclerosi_multipla_d0Alfonso Sabella. La parte più impattante riguarda la rotazione totale dei dipendenti del Campidoglio. Si partirà il 30 giugno su proposta dei dirigenti, che a loro volta dovranno cambiare uffici ogni tre anni. Per la prima volta però sono i funzionari e gli impiegati a dover ruotare. I primi dovranno cambiare ufficio allo scadere dei cinque anni. Per i secondi, gli impiegati, e cioè il grosso degli ottomila amministrativi capitolini, i tempi si raddoppiano: ogni dieci anni dovranno cambiare scrivania. “In riferimento” recita la delibera “alle funzioni realmente svolte”. I vigili urbani hanno anticipato la riforma da mesi. Per loro la rotazione è già iniziata, seppur lentamente, dallo scorso gennaio. Per i dirigenti si cambia musica: dovranno pubblicare redditi e situazione patrimoniale. “Ma soprattutto” afferma l’assessore Sabella “impegniamo tutto il personale a dichiarare eventuali parentele con altri dipendenti perché non possiamo tollerare, come purtroppo accade, che in un ufficio ci sia la moglie che controlla il marito e, entro il quarto grado, con persone che contrattano con Roma Capitale a qualunque titolo. La valutazione dei dirigenti a fine anno sarà anche in base ai risultati ottenuti in termini di trasparenza”.