Roma. È da anni ormai che soprattutto sulle strade che costeggiano il fiume Tevere si può ben vedere, nei mesi autunnali, una patina scivolosa, quasi saponata che ricopre lstorni-280823’asfalto. Il guano degli storni, gli uccelli che affollano d’autunno gli alberi sul fiume, sta diventando una vera e propria emergenza. Il problema principale, oltre al fetore insopportabile e alla pioggia di escrementi, sono gli incidenti stradali. A rischio infatti sono soprattutto moto e scooter, per non parlare delle biciclette. Sembra proseguire la campagna allontanamento storni promossa e finanziata da Roma Capitale e dall’Ufficio Tutela e Benessere degli Animali. «Attualmente, la zona del Lungotevere che va da Castel Sant’Angelo all’isola Tiberina risulta quella a più alta concentrazione, mentre nei quartiere Prati ed Eur abbiamo una situazione decisamente migliore rispetto al passato. Il distress call è il metodo che ha dato i migliori risultati in assoluto. Da tutto il mondo sono venuti per studiare e copiare questa tecnica che, nel pieno rispetto degli animali e dell’ambiente, consiste nel diffondere attraverso megafoni amplificati, all’interno del dormitorio, il verso emesso dagli storni che si trovano in situazioni di pericolo. In questo modo gli uccelli abbandonano il posatoio e si allontanano dal luogo che hanno interpretato come pericoloso». Ha annunciato poi già da tempo Estella Marino che gli uccelli tornati in città dalle campagne in cerca di rifugio sui platani del Lungotevere non avrebbero trovato più posto dato che già i primi interventi avrebbero avuto il via, con il supporto di Ama per pulizia dell’area interessata. Peccato però che l’autunno è già iniziato da quasi due mesi e gli uccelli sembrano trovare sempre molto confortevoli i nostri platani. Giulia Di Giovanni