Roma. Chiusura in vista per il famosi bar “Pompi”, che pare verrà destinato ad un negozio cinese. Tant’è che lo dimostra il cartello polemico affisso nello stesso locale: “Ora i residenti avranno tempo per imparare il cinese”.  Il famoso “Re del tiramisu” vende. Il tutto annunciato dal cartello affisso all’interno del locale nel quale, polemicamente, addossa le colpe della chiusura allo stesso comune e municipio romano. pompi-chiudeLa chiusura segna una situazione di crisi che va avanti da tempo e acuitasi con l’arrivo di guard rail artificiali al centro della strada di Re di Roma. Il cartello così recita: “Recessione è quando il tuo vicino perde il lavoro. Depressione è quando lo perde un tuo familiare. Panico quando lo perdono tutti i tuoi dipendenti, 60. Grazie a questo lungimirante Municipio, alle vie limitrofe e ai residenti, i cittadini non avranno più il loro punto di ritrovo a cui erano abituati da 54 anni. Avranno più tranquillità e più tempo per imparare il cinese vista la prossima apertura, dopo la nostra storica attività romana, di un bazar o ristorante cinese. ”
Secondo il proprietario, quindi, è colpa del municipio, ed è soprattutto quella di non aver agevolato la viabilità nella carreggiata antistante il negozio, da prima con pattuglioni anti sosta selvaggia, poi con arredi urbani che l’hanno di fatto impedita. Roberto Pompi, proprietario dello storico locale romano, ha così dichiarato a Repubblica in una recente intervista: “Il risultato? perdite per 4000 euro al giorno. Un deficit tale da costringere alla vendita. Trattative sono in corso con cinesi e russi.” E cosa ne sarà dello storico pompi3-2” Re del Tiramisù”? Pompi riaprirà infatti i battenti in un nuovo bar all’Eur, dopo quello sorto anche a Ponte Milvio. Il
cartello affisso all’interno del locale ha provocato le proteste della richiamata comunità cinese. Il patron Pompi, sempre a Repubblica, riferisce: “Nessun razzismo, solo uno sfogo contro il municipio.”

 Giulia Antenucci