Latina. Non ha deciso semplicemente di non votare, ma ha scelto di staccarsi da un sistema politico, quello italiano, troppo distante dal concetto del cittadino.tessera elettorale L’uomo in questione ha scelto, spontaneamente, di riconsegnare la sua tessera elettorale, in segno di protesta. L’uomo in questione è il signor Vincenzo Tatarelli, cinquantottenne con un passato da artigiano di professione. Prende la distanza da un sistema politico perché non si sente assistito e protetto dalla stessa, per via dei suoi trascorsi lavorativi e del suo tentativo, fallimentare, di farsi riconoscere una pensione contributiva. Ieri mattina si è così recato al seggio elettorale del Comune di Latina dove è stato invitato dall’impiegato a buttare giù due righe indirizzate al Sindaco pontino con lo scopo di esprimere le motivazioni del suo “inconsueto” gesto. “A 58 anni mi trovo lontano dal mondo lavorativo e non riconosco un governo che tutela le persone disagiate”, afferma l’uomo, originario di Villa San Sebastiano. Un concetto che racchiude una storia comune, quella dei tanti, piccoli e grandi imprenditori che, come il signor Tatarelli, hanno chiuso i battenti per poi trovarsi catapultati nel mondo e nell’arte di “campare alla giornata”. Il caso del signor Tatarelli è comune a tante storie, a tanti italiani: apre nel 1985 la sua ditta di artigianato edile e lavora soprattutto per attività commerciali e abitazioni private. Una vita di sforzi, sacrifici e fatiche che nel 2011, a suo malgrado, termina. Per lo Stato, Vincenzo, non è più congruo, non ci sta ad emettere autofatture e pagare tasse per raggiungere quella soglia che negli ultimi anni, in Italia, non è facile rispettare.

Giulia Antenucci