Roma Un gruppo di profughi di guerra libici disabili ieri ha bloccato via Nomentana all’altezza dell’ambasciata della Libia, tra via di Sant’Agnese e via Asmara. I manifestanti, una decina di persone, per la maggior parte in sedia a rotelle, chiedono di avere una nuova sistemazione denunciando di essere stati cacciati da un albergo sulla Collatina, dopo che l’ambasciata ha smesso di pagare il loro soggiorno. Sul luogo erano presenti carabinieri, polizia ed esercito ma i manifestanti non sembraprofughi_libici_disabilivano avere intenzione di sgombrare la strada finché non riuscivano a parlare con l’ambasciatore. Intanto, la strada, restava chiusa e il traffico deviato. “Stavamo in un albergo sulla Collatina, siamo tutti cittadini libici e con diversi problemi – dice Mustafà, uno dei manifestanti, che vive a Roma da tre anni – ma da lunedì l’ambasciata ha smesso di pagare e ci hanno cacciati fuori. Ora ci troviamo in mezzo alla strada, senza soldi e senza un posto dove andare. L’ambasciata ci ha abbandonati: non rispondono al telefono, non ci fanno entrare. Noi resteremo qui finché non ci faranno parlare con i funzionari”. “In più -aggiunge Mustafà- da tre mesi non ci danno più il sussidio per comprarci da mangiare. La cucina dell’albergo chiudeva alle 10 del mattino e da quell’ora in poi niente cibo e niente acqua”.