Roma. Esercitazione anti terrorismo a Roma. Ostaggi, pacchi bomba, feriti e reparti speciali all’opera al Vaticano, alla stazione Ostiense ed alla Farnesina proprio alla vigilia dell’11 settembre. Sono le 8.40 quando l’attacco terroristico entra in azione le aree coinvolte vengono traCharlie Hebdo: presidio carabinieri obiettivi sensibilinsennate e circondate da uomini delle forze dell’ordine, i terroristi sono tenuti costantemente sotto controllo dai mirini al laser dei tiratori scelti. Gli artificieri bonificano le aree dagli ordigni esplosivi, poi una breve trattativa tra gli agenti e i terroristi: si chiede la liberazione degli ostaggi. Dopo pochi minuti i terroristi vengono neutralizzati e catturati dagli uomini dei reparti speciali. Gli ostaggi sono salvi. Una simulazione, che in vista del Giubileo della Misericordia, è servita al ministero dell’Interno e alla Prefettura a mettere alla prova le procedure di emergenza in caso di un attacco terroristico. Mobilitati la polizia e i carabinieri, i reparti speciali, ma anche i vigili del fuoco, la polizia locale e l’Ares 118. Il primo teatro su cui si sono misurate le forze speciali è stato il Vaticano, proprio accanto al colonnato dalla parte di Borgo. Prove anche allo snodo di comunicazione della Stazione Ostiense, considerata strategica in relazione alla vicinanza con San Paolo, una delle quattro basiliche di Roma tradizionalmente legate alle devozioni dell’Anno Santo. Infine, l’azione interforze ha voluto testare la possibilità di un attacco ad una sede di governo, quella del ministero degli Affari Esteri alla Farnesina. Qui per liberare gli ostaggi sono scese in campo le teste di cuoio del Gis, il Gruppo intervento speciale dei Carabinieri, e nell’esercitazione sono stati coinvolti anche gli elicotteri. La giornata è servita al cervello organizzativo della sicurezza anche a testare il coordinamento tra le varie sale operative, i tempi delle comunicazioni, le procedure che devono scattare in caso di reale emergenza.