Roma.  Ci sarebbe anche quella della droga tra le piste seguite dagli investigatori per fare luce sull’agguato del quale è stato vittima il pugile Mirco Ricci, gambizzato la notte tra sabato e domenica scorsi a Roma. I carabinieri stanno indagando a 360 gradi e al momento non escludono nessuna ipotesi. Dalla vendetta per qualche episodio di cui il boxeur si sarebbe reso protagonista all’ombra del mondo delle scommesse clandestine. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, inoltre, c’è anche la recente aggressione per la quale la scorsa settimana Ricci è statoricci1-crop_80680_immagine_obig arrestato. Al vaglio di chi indaga ci sono le immagini delle telecamere nella zona di via dello Stadio Olimpico, dove è avvenuta la sparatoria, che potrebbero aver immortalato lo scooter degli aggressori durante la fuga. A quanto ricostruito finora, i due uomini a volto coperto avrebbero affiancato l’auto dove viaggiava il pugile e, senza dire nulla, avrebbero sparato mirando alle gambe di Ricci che aveva il finestrino abbassato. Il campione italiano di medio massimi, che poco prima di essere ferito era salito sul ring riconquistando il titolo contro il veterano Lorenzo Di Giacomo, è ancora ricoverato in ospedale e dovrebbe essere riascoltato dagli inquirenti nelle prossime ore. All’incontro Ricci teneva moltissimo e sapeva di avere davanti un avversario temibile perché un veterano del ring. “Voglio vincere per guardare avanti, il titolo italiano per me è stato un traguardo importantissimo ma non posso di certo fermarmi proprio sul più bello”, aveva detto in un’intervista. Un incontro importante dunque anche perché difendeva per al prima volta un titolo conquistato “con molti sacrifici”. Nel quadro degli accertamenti disposti dai militari della compagnia Trionfale anche la raccolta di testimonianze dei tre amici che sabato notte erano in macchina con il pugile per poter acquisire dettagli utili alle indagini.