Roma. Un rapporto definito fiduciario quello tra Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative, al vice sindaco Luigi Nieri che emerge dalle intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta di Mafia Capitale. Dagli atti si evince che il vicesindaco non è indagato anche se disponibile nei confronti di Buzzi. È il 28 maggio del 2013 buzzi carminatiquando Buzzi spiega a Emilio Gammuto, dirigente coop, i suoi rapporti con entrambi gli schieramenti politici che si sono contesi il Comune di Roma affermando, tra l’altro, di essere in trattative corruttive anche con l’amministrazione comunale subentrante. “E mo vedemo Marino, poi ce pigliamo e misure con Marino, tramite Luigi Nieri” afferma Buzzi in una telefonata a Gammuto. Inoltre sembra che già nel 2003, ovvero 12 anni fa, i nostri servizi segreti avevano notato le rendite floride del “Nero” Massimo Carminati. Sapevano del benzinaio sulla Cassia, di attività economiche intestate a prestanome, di un’auto di grossa cilindrata che guidava con noncuranza sebbene risultasse “nullatenente”. Lo misero nero su bianco e, forse, ne informarono la polizia giudiziaria. Ma non accadde nulla. E il problema è che di questo invio non c’è traccia negli archivi del Dipartimento informazione per la sicurezza né in quelli dell’Aisi, il servizio segreto interno. Anche di questo si parlerà oggi pomeriggio, nel corso dell’audizione del procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone da parte del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, per capire se la procura di Roma abbia mai ricevuto la segnalazione in questione, veicolata dalla polizia giudiziaria.