Rieti. Rimandato a domani il tavolo della giunta regionale sul riordino delle Province. La proposta di elaborare un testo unico in cui far confluire anche gli altri testi già scrittrisorse sabinei sul tema della riallocazione di funzioni e competenze tra Regione, Province, Città Metropolitana, Roma Capitale e gli altri Comuni del Lazio, era stata lanciata dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, lo scorso febbraio, durante una riunione in un hotel romano con la maggioranza. Si tratta di un’unica proposta normativa di iniziativa di Giunta che assorbirà gli altri due testi in materia: la legge, che la giunta aveva licenziato qualche tempo fa, sul trasferimento delle funzioni dalla Regione a Roma Capitale e la proposta di legge sull’Unione dei Comuni. Il segretario generale della Regione Lazio, Andrea Tardiola, intervenuto al convegno, ha quindi aggiunto che la speranza è quella di “approvare il testo in commissione regionale prima dell’estate e poi, a settembre, chiudere la discussione in aula”. A chiedere spiegazioni direttamente a Zingaretti saranno comunque i sindacati e i lavoratori di Rieti giunti ad Amatrice per intercettare il governatore che oggi presenzierà l’inaugurazione della Scuola Albergo e sperare di avere in questa partita maggior coinvolgimento e certezze. Semplificazione e flessibilità saranno le due caratteristiche principali della proposta di legge che “punta a semplificare e tenere aperto il meccanismo sull’allocazione ottimale delle funzioni. La legge ha uno strumento di delegificazione molto interessante che permetterà, con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze degli enti locali, di aggiornare, per materie omogenee, la tenuta di quella politica pubblica e dare una stretta di vite se serve a migliorarne la modalità di esecuzione”. Quella dei dipendenti della Provincia è un’attesa che somiglia, pur presentando maggiori garanzie, a quella che stanno vivendo i 106 lavoratori licenziati dalla società partecipata “Risorse Sabine”. Un’attesa legata al riassetto organizzativo delle funzioni degli enti locali, da tradurre, si spera nel più breve tempo possibile, in leggi. Da una parte i lavoratori di un Ente, la Provincia, che fa i conti con risorse economiche ridotte al lumicino e svuotato perciò delle sue funzioni; dall’altra ex lavoratori che hanno operato fianco a fianco coi primi per lunghissimo tempo.