Roma. Non ci sarà nessun banco al tradizionale mercato della Befana a Piazza Navona, dopo che gli ambulanti, in polemica con le regole imposte dal nuovo bando, non si sono presentati a ritirare le concessioni. Gli operatori però sono determinati a dare battaglia e, in attesa dell’esito del ricorso al Tar, l’8 dicembre, che sarebbe dovuto essere il giorno di inaugurazione del mercato, si raduneranno in piazza Navona dalle ore 11 per un simbolico e pacifico presidio. Franco Gioacchini, presidente dell’Upvad (Unione Provinciale Venditori al Dettaglio), spiega all’Adnkronos: “Gli operatori sono arrabbiati. La categoria è compatta, anche quelli che hanno vinto il bando non apriranno”. Mentre Sabrina Alfonsi, presidente del I municipio, commentando la decisione di non ritirare i titoli, parla di un tentativo da parte degli operatori di “mettere l’amministrazione sotto ricatto”. Gli ambulanti contestano in particolare i tempi del nuovo bando. “Non sono stati ritirati i titoli – spiega Gioacchini – perché il problema è generale, non si ferma solo a qualche situazione”. “E’ stato emanato il bando il 10 novembre per presentare le domande entro il 19 ma i tempi – sottolinea – non possono essere così ristretti per un mercato che deve aprire i primi di dicembre”. Il nuovo bandOLYMPUS DIGITAL CAMERAo prevedeva tra l’altro una riduzione dei banchi da 115 a 72. “Un fatto grave”, osserva Gioacchini perché “una cinquantina di persone che aveva pensato di poter fare attività commerciale a Natale” si ritrova esclusa all’ultimo momento. “Si poteva fare come l’anno scorso e a gennaio si affrontava il bando”, continua il presidente dell’Upvad. “Noi siamo disponibili a metterci attorno a un tavolo e a ragionare sulla riqualificazione del mercato ma non in tempi così stretti. Anche della riduzione dei banchi si può discutere ma non in questa maniera. Ora sono stati fatti dei ricorsi a Tar e aspettiamo la decisione”, conclude. Ma la presidente del I municipio, parlando con l’Adnkronos, denuncia: “Gli operatori provano a mettere l’amministrazione totalmente sotto ricatto. O si fa come vogliono loro oppure non si può riqualificare la festa”. “Mi auguro – sottolinea – che il Tar non gli dia ragione”. “Ma anche se si pronunciasse in loro favore oggi o domani non credo che ce la farebbero per l’8 dicembre perché devono chiedere l’attacco della luce e l’occupazione di suolo pubblico. Il mercato quindi salterà, ormai è una certezza”, assicura. “Al momento è prevista solo la giostra, il presepe e gli spettacoli viaggianti”, aggiunge. “E’ una situazione surreale – continua – hanno partecipato al bando non dando la possibilità ad altri di farlo e non hanno ritirato il titolo. Io spero – sottolinea – che la decisione di non montare e quindi di non far fare la festa possa influire sul bando e sulle concessioni del prossimo anno”. Il nuovo bando prevedeva una riqualificazione del mercatino di Piazza Navona. “Avevamo escluso la merceologia non coerente come soprammobili o quadri – spiega Alfonsi – inserendo tutti articoli natalizi e aumentando posti per i libri per bambini e adolescenti. La riqualificazione – continua – era poi nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza anche come allestimento e nel fatto che le postazioni scendevano di 40”. Ma proprio quest’ultima decisione ha scatenato l’ira degli ambulanti facendo saltare il mercato.

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