Rieti. Sono due le inchieste sulla sciagura aerea di domenica scorsa a Varco Sabino, a poca distanza dal lago del Salto, una avviata dall’Enav, l’agenzia nazionale per la sicurezza del volo, ed un’altra dalla Procura di Rieti. Si cerca di far luce sulle cause dell’incidente che domenica mattina ha portato alla morte di due persone ed al grave ferimento di una terza. Al vaglio ci sarebbe la possibilità che L’elicottero As 350 del servizio antincendio regionale del Lazio della Protezione civile possa essersi schiantato a causa di una avaria. Ipotesi che sarebbe avvalorata dalle testimonianze e di quanti hanno visto l’elicotterCade elicottero antincendio nel Reatino, due mortio cominciare a volare a bassissima quota. Il pilota avrebbe quindi tentato un atterraggio di emergenza ma il motore potrebbe avere a quel punto ceduto causando lo schianto del velivolo. Il mezzo è al momento sotto sequestro. Il sindaco di Longone Sabito ha proclamato il lutto cittadino per le vittime dell’incidente. Crescenzio Bastioni, del Cer Protezione Civile di Rieti, avanza delle ipotesi su quanto accaduto: ” Conoscevo l’equipaggio, il Pilote era un uomo con centinaia di ore di volo alle spalle, non avrebbe mai effettuato un volo radente se non per effettiva necessità” ha commentato Bastioni. L’elicottero domenica avrebbe dovuto effettuare quello che viene definito un volo di riaddestramento, una procedura standard che prevede manovre di decollo e atterraggio prevista ogni qual volta i velivoli destinati alle operazioni anti incendio boschivo restano fermi per un dato periodo di tempo. “In questi casi – ha però commentato Bastioni – l’equipaggio è  normalmente composto da due persone, il pilota ed un tecnico. La terza persona a bordo non avrebbe dovuto esserci.” Unica nota positiva è che, secondo gli ultimi aggiornamenti, il ferito, ricoverato al Gemelli, sebbene in prognosi riservata, non sarebbe in pericolo di vita.