Roma. Capitale bloccata per sciopero, 24 mila i dipendenti del comune di Roma oggi sfileranno in corteo da Piazza Bocca della Verità fino in Campidoglio in segno di protesta contro il taglio del salario accessorio. Fermi vigili, asili per mancanza di educatrici e sportelli comunali che resteranno chiusi, la città oggi sarà a fortissimo rischio caos. I sindacati assicurano che quanto meno i servizi essenziali saranno garantiti. Tuttavia si fermeranno i servizi anagrafici, il personale della polizia locale non sarà sulle strade per l’assistenza al traffico, con le conseguenze immaginabili. Guai anche per le giovani mamme: allo sciopero è prevista un’adesione massiccia da parte degli educatori degli asili nido presenti sul territorio comunale. Il sindaco e il vicesindaco non comprendono la scelta di questo sciopero in un momento cosi difficile e non ne capiscono le motivazioni. Dall’altra parte i sindacati si dicono stupiti da tali affermazioni dato che i dipendenti capitolini rischiano di rimetterci dai 300 ai 400 euro al mese.  Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, nel frattempo ha scritto una lettera indirizzata ai dipendenti capitolini e pubblicata sul portale istituzionale del Comune (www. comune. roma. it): “Carissime e carissimi, oggi siamo alla vigilia dello sciopero indetto dai sindacati. Uno sciopero che nasce dalla paura di tagli nei vostri stipendi. L’ho detto dall’inizio: i salari non si toccano. Il Mef diversi anni fa aveva già avvertito il nostro Comune (come altri centinaia in Italia) dell’illegittimità dei criteri per il pagamento del salario accessorio, e aveva chiesto ai vari comuni di porre rimedio. Ebbene, quel dossier, non a caso fu preso, e dimenticato in un cassetto. Pensando che poi sarebbe stato qualcun altro a dover risolvere il problema. Ed eccomi qui – scrive il sindaco di Roma – Non vogliamo toccare lo stipendio nè le ore di lavoro. Ma la macchina amministrativa va riorganizzata, per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi. Questa è la proposta che abbiamo fatto ai rappresentanti sindacali: penso sia ragionevole per tutti”. 
Quindi, sottolinea il sindaco, “ho deciso di mettere nero su bianco ancora una volta il mio punto di vista, perché credo profondamente nel dialogo e nel confronto. Scioperare è un diritto costituzionale che non smetterò mai di tutelare. La libertà di sciopero è garanzia democratica. In questo momento sono il vostro interlocutore, l’istituzione che deve e vuole risolvere i vostri problemi e quelle dei cittadini che domani, inevitabilmente, subiranno dei disservizi. Quando il ministero dell’Economia mi ha chiesto di eliminare il salario accessorio – scrive ancora il primo cittadino – ho risposto di no e ho messo le risorse in bilancio. Si è detto che non avremmo pagato le indennità, già dal mese di maggio: le abbiamo regolarmente pagate. Per me non è accettabile far scivolare intere famiglie sotto la soglia di povertà. Per questo sto lavorando, all’interno della legalità, per individuare nuovi modi per ridefinirlo, legandolo a un miglioramento concreto dei servizi resi ai cittadini. Per il bene dei dipendenti e dei romani tutti. Dalla lettera che inviai a tutti voi lo scorso 13 maggio, insomma, il mio impegno è rimasto immutato”. Ora, conclude Marino, “serve un confronto aperto e leale. La nostra città e tutti i dipendenti di Roma Capitale hanno bisogno di risposte certe in tempi certi. E’ anche così che si dà corpo al cambiamento. Continuo a crederci, continuo a lavorare per voi e con voi per questo obiettivo”. 
Intanto, sul tema del salario accessorio, in consiglio comunale il vicesindaco, Luigi Nieir, ha spiegato: “Il processo di stabilizzazione dei precari storici di Roma Capitale sta andando avanti. Dico subito che questa vicenda non incide in alcun modo, naturalmente, sulla vicenda dei vincitori dei concorsi. Tanto che abbiamo annunciato al tavolo sindacale di alcune settimane fa che, dopo aver superato una serie di difficoltà e dopo l’avvenuta certificazione del Patto di Stabilità, nonché l’esito di alcuni contenziosi, entro l’estate saranno assunti i 47 vincitori dei concorsi previsti nel piano assunzionale 2013, condiviso con le organizzazioni sindacali in base all’analisi dei fabbisogni dell’Ente. Gli atti sono stati già predisposti e a inizio luglio i primi a firmare i contratti saranno i funzionari economici e gli statistici. Via via seguiranno gli altri”, ha aggiunto.