Roma. Una regia nascosta dietro la protesta di Tor Sapienza contro il centro per rifugiati minorenni. Non quella dell’estrema destra o della criminalità – o di entrambe – ipotizzata a caldo. La regia di Mafia Capitale. L’ipotesi investigativa diventa plausibile da quando, due settimane fa, è emerso nell’inchiesta romana lo scontro tra le cooperative sociali per il lucroso mercato dell’immigrazione. E ancora una volta lo scenario tiene insieme estrema destra e criminalità. Che ci fossero militanti di CasaPound (Cpi) tra i cittadini che protestimg1024-700_dettaglio2_scontri-Tor-Sapienza-agfavano fino ad assaltare il centro della coop ‘Un Sorriso’ viene ritenuto certo dagli investigatori, anche se finora non ci sono stati provvedimenti giudiziari. Il movimento ammette di aver fatto campagna contro “un’idea per noi sbagliata di accoglienza”, come dice il vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano, ma nega qualsiasi coinvolgimento nelle violenze. E sull’ipotesi che Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati, si sia servito di militanti di estrema destra per aizzare la protesta contro una coop avversa – come adombrato dalla responsabile di ‘Un Sorriso’ su La Repubblica – CasaPound è altrettanto netta. “Mai conosciuto Buzzi di persona – dice Mauro Antonini, responsabile Cpi di Roma Est -. Contro un centro per immigrati della sua coop ’29 Giugno’ a Settecamini (altra periferia romana, ndr) abbiamo lottato fino a impedirne l’apertura pochi mesi prima. Non prendiamo ordini da nessuno”. I ‘fascisti del Terzo Millennio’ – come si definisce CasaPound – minacciano querele a chiunque voglia coinvolgerli nell’indagine su Mafia Capitale, nella quale al momento non risultano coinvolti. Lo stesso accadde quando a luglio scorso si scoprì che Giovanbattista Ceniti, il giovane trovato ferito dove era stato ucciso Silvio Fanella, cassiere della ‘banda Mokbel’, era stato responsabile Cpi di Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte. Cacciato via tre anni prima – spiegò il leader di CasaPound Gianluca Iannone – ma presente sul web con la sua carica fino a tempi più recenti. Ceniti è accusato di aver fatto parte assieme a Egidio Giuliani – ex Nar come Carminati – e a un altro complice del terzetto andato in via della Camilluccia per rapire Fanella e fargli dire dov’era il tesoro della maxitruffa a Fastweb e Telecom. L’azione finì con la morte di Fanella dopo uno scontro a fuoco e il ferimento di Ceniti, abbandonato dai suoi complici, in seguito arrestati. Fanella era uomo di Gennaro Mokbel, indagato anche per Mafia Capitale e in rapporti altalenanti con Carminati: ‘il Nero’ intervenne per difendere il commercialista Marco Iannilli dalle sue minacce di morte. L’indagine sulle violenze di Tor Sapienza è affidata alla squadra mobile, che indaga anche sull’omicidio Fanella. Avvenuto in una zona – la Camilluccia, Roma Nord – roccaforte storica di Carminati e dei suoi. Su questo punto l’indagine della polizia e quella dei carabinieri del Ros sul ‘Mondo di Mezzo’ della mafia romana potrebbero incontrarsi. Intanto sono in programma nel carcere di Regina Coeli gli interrogatori di garanzia di Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, accusati di essere stati gli intermediari tra la cupola e la ‘ndrangheta. E mercoledì è atteso il Riesame per una decina di indagati: tra questi, Salvatore Buzzi, Giovanni De Carlo, sodale di Carminati, Riccardo Mancini, ex Ad di Ente Eur, e Carlo Pucci, già nel Cda dell’Ente. I giudici del Riesame dovranno decidere non solo sulla revoca dell’ordinanza di custodia cautelare ma anche sull’annullamento della aggravante mafiosa.