Rifiuti: migliaia tonnellate emergono da scavi nel foggianoFrosinone. Sigilli alla discarica di Frosinone, sequestrata ieri mattina dalla polizia giudiziaria della procura del capoluogo. Il sequestro arriva dopo un anno di indagini condotte in collaborazione con i carabinieri e Arpa Lazio. Sono cinque gli indagati per la montagna di rifiuti, di ben 650 mila metri cubi, nel sito di via Le Lame, nell’area industriale. I sigilli all’area, da tempo nel mirino degli ambientalisti, sono scattati lunedì. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal Gip, Francesco Mancini, e a eseguirlo sono stati gli uomini della polizia giudiziaria della procura di Frosinone e i carabinieri del reparto operativo, coordinati dal capitano Antonio Lombardi. Secondo gli accertamenti, il percolato ha raggiunto le sottostanti falde acquifere inquinandole con l’apporto di alluminio,ferro, manganese, bario, nichel e piombo. Per gli inquirenti, tutte le misure adottate negli anni sono state insufficienti per eliminare «un fenomeno nocivo che si ripresenta quotidianamente almeno dal 2006». Di più: le acque della falda, secondo gli inquirenti, possono essere utilizzate per l’irrigazione, andando così a incidere, indirettamente, sui prodotti coltivati nei terreni e destinati all’alimentazione.