Viterbo. Come si è abbattuta la crisi in Italia a quasi sette anni di distanza dalla bancarotta della Lehman Brothers nel 2008? e come hanno reagito le singole province? Il Sole 24 Ore ha cercato di misurarlo attraverso alcuni indicatori come: i risparmi in banca, il tasso di disoccupazione, il reddito, il numero di laureati, la quantità di rifiuti prodotta, la spesa per i medicinali o ancora il costo delle case.  In base ai dieci parametri presi in esame ne è emerso come Viterbo sia la provincia che ha più sofferto la crisi, seguita da Latina, Novara, Cosenza e Nuoro, mentre sul fronte opposto si trova Aosta con la 95esima posizione davanti a Verona, Prato, Genova, Pisa, Mantova, Modena, Bolzano e Vicenza.  Il quotidiano economico mette in evidenza alcuni furl-1attori che più di altri hanno inciso: il tasso di disoccupazione che in Italia è cresciuto fino al 12,2%. Un incremento che pesantemente influisce sulle scelte della famiglie. La difficoltà nel trovare lavoro e mantenerlo pesa e va a toccare a cascata anche gli altri indici. Ad esempio sono saliti in depositi in banca, anche solo come scelta di risparmio. Nel periodo esaminato (2007-2013) secondo “Il Sole” le città medio-piccole sono quelle che hanno maggiormente risentito gli effetti della crisi. Quelli che una volta erano ritenuti “porti sicuri” si sono ritrovati in cima alla liste dalle città più afflitte dal rallentamento economico. Inoltre i continui segni negativi hanno ulteriormente ampliato il divario che esiste tra il sud e il nord del Paese.