Roma. Dopo un’approfondita ed intensa attività investigativa durata circa un anno, è stato rintracciato e tratto in arresto dagli Agenti del Commissariato Lido, il capo di una rete criminale di romeni specializzata nella commissione di ingenti furti in villa nonché nella ricettazione della refurtiva, che veniva poi inviata in Romania. L’ indagine ha avuto l’avvio a seguito di un ingente furto avvenuto nel novembre del 2013 presso l’abitazione di un facoltoso imprenditore romano, nel corso del quale gli autori, dopo aver asportato numerose armi, avevano sottratto anche le chiavi dell’autovettura dileguandosi dal posto. Tramite segnale di localizzazione satellitare, l’autovettura era stata poi rintracciata e fermata in località Axa dagli Agenti del Commissariato, che avevano sorpreso alla guida un cittadino romeno, M.G. di 46 anniimages (1), traendolo in arresto.  Nella circostanza era presente anche uno dei complici del fermato che si trovava a bordo di un’altra autovettura, parcheggiata nelle vicinanze, che alla vista degli agenti era riuscito a dileguarsi a piedi. All’interno di quest’ultima auto, risultata “pulita”, venivano rinvenuti numerosi oggetti atti allo scasso, ed in particolare, una macchina fotografica con l’effige della persona che si era data alla fuga. Dalle indagini successive, gli agenti hanno ricostruito i movimenti dell’arrestato scoprendo che pochi giorni prima aveva frequentato il condominio presso cui era avvenuto il furto delle armi e dell’autovettura, avendo effettuato lavori di ristrutturazione. Dopo una serie di accertamenti mediante incroci dei tabulati telefonici, i poliziotti erano riusciti a risalire all’individuazione del complice identificato per S.G, 37enne romeno, resosi peraltro irreperibile ritornando nel paese natio, ricostruendone fedelmente la propria partecipazione all’esecuzione del furto. Nel prosieguo delle indagini, al fine di risalire dove fossero nascoste le armi, gli agenti, in possesso dell’utenza telefonica del latitante, hanno avviato una serie di intercettazioni telefoniche con l’ausilio anche di interpreti in lingua romena. L’attività posta in essere ha consentito di individuare altri soggetti romeni dediti ad analoghe attività delittuose che unitamente a S.G. commettevano reati su tutto il territorio della Capitale, nonché ha consentito di fare luce su una fitta rete di contatti con altri connazionali che provvedevano al trasporto tra l’Italia e la Romania della refurtiva frutto dell’attività delittuosa.  In particolare, è stato identificato un altro cittadino rumeno, T.R. di 23 anni, il quale veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto poiché trovato in possesso di diversa refurtiva provento di altri colpi messi a segno con S.G. e con altri connazionali deferiti in stato di libertà, U.C. di 26 anni, S.N. di 42 anni, ed infine, una donna sempre di nazionalità romena, M.T. di 43 anni, che interagiva con i complici da una località toscana. Durante l’attività d’intercettazione telefonica, servita tra l’altro a dimostrare come S.G fosse a capo della predetta rete criminale, si scoprirà come il latitante si sia reso responsabile anche di un ingente furto in danno di un supermercato di Ostia, perpetrato nel mese di marzo 2014, asportando nell’occasione un notevole quantitativo di materiale informatico ed elettronico del quale provvedeva personalmente allo smercio in Romania. Ulteriore attività investigativa ha permesso di accertare che S.G., appena rientrato in Italia nei primi giorni di ottobre, aveva modo di mettere subito a segno dei colpi a Fiumicino in danno di una serie di ville, riuscendo a rendersi irreperibile. Alla luce della pericolosità del soggetto, previo imput degli Agenti, l’autorità giudiziaria ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere che aveva effettiva esecuzione nella giornata di ieri, allorquando gli agenti, dopo numerosi giorni di appostamento e l’utilizzo dei più recenti e sofisticati dispositivi di rilevamento e localizzazione di cellulari, ne riuscivano ad individuare il nascondiglio all’interno della pineta “Acqua Rossa”; S.G. è stato infatti rintracciato all’interno di una baracca occultata nella fitta vegetazione. Nell’occasione, per sottrarsi alla cattura, il rumeno ha opposto tenace resistenza, cagionando ad uno degli agenti che tentava di contenerlo la frattura di una mano ma è stato comunque al termine tratto in arresto dagli investigatori.