Latina. Avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale, un sistema collaudato di corruzione con la complicità di un magistrato ed una cancelliera del Tribunale di Latina. Per questo la Squadra Mobile del capoluogo pontino ha arrestato otto persone dando esecuzione all’ordinanza emessa nei confronti non solo del giudice fallimentare Antonio Lollo e della cancelliera Rita Sacchetti, 20140210_polizia_volantema anche di un sottufficiale della Guardia di Finanza, di quattro professionisti e della moglie dello stesso magistrato. Le accuse nei loro confronti variano dalla corruzione in atti giudiziari alla concussione, alla turbativa d’asta, al falso ed alla rivelazione di segreto nonché all’accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico. Le indagini, seguite in stretta collaborazione tra le procure di Perugia e Latina, hanno preso il via in seguito ad una denuncia presentata al Tribunale di Latina in cui si ipotizzava il reato di bancarotta nell’ambito di un concordato preventivo. L’attività della squadra Mobile pontina è riuscita a scoprire un “consolidato sistema corruttivo” grazie al quale i consulenti nominati dal giudice nelle procedure concorsuali, corrispondevano abitualmente allo stesso magistrato una percentuale dei compensi liquidati dal tribunale per la prestazione. E’ stata inoltre portata alla luce l’esistenza di un sistema finalizzato a influenzare il corretto svolgimento delle aste del tribunale di Latina per la vendita di beni oggetto di liquidazione. L’attività investigativa ha consentito anche di accertare numerosi e ripetuti accessi abusivi al sistema informativo del Registro Generale della Procura della Repubblica di Latina. In questo modo si aveva la possibilità di permettere ad alcuni soggetti sottoposti ad indagine di eludere i controlli a loro carico, venendo a conoscenza di dati coperti dal segreto istruttorio. La polizia sta effettuando anche numerosi sequestri per un valore che si aggira intorno al milione di euro, il profitto che il sodalizio criminale avrebbe ottenuto attraverso la gestione illecita delle aste fallimentari. Gli investigatori hanno già messo le mani su oggetti preziosi e denaro contante in possesso degli arrestati, quattro dei quali sono in carcere e quattro ai domiciliari. Gli arresti di oggi rappresentano un terremoto che ha scosso la sezione fallimentare del tribunale di Latina. Le indagini della squadra Mobile non si fermano e non è escluso che altre persone possano finire a breve nel registro degli indagati.