Roma – Dal Pigneto alla Balduina, dalla Palmiro Togliatti alla Tuscolana. Le strade si trasformano in pattumiere. E ora potrebbe arrivare il colpo di grazia: ieri la Provincia di Roma ha bocciato la discarica di Ponte Malnome. Il sito che l’Ama voleva trasformare nel nuovo maxi-impianto di stoccaggio da 2mila tonnellate al giorno. A inizio settimana però il codiscarica1-300x225mmissario provinciale, il prefetto Riccardo Carpino, ha firmato il «provvedimento di diniego all’autorizzazione» chiesta dalla municipalizzata a gennaio. Motivo: l’Ama non ha fornito la documentazione «richiesta» dalla Provincia. Ora l’azienda ha dieci giorni per replicare, prima di una decisione definitiva. Altrimenti la città rimarrebbe appesa a quattro impianti di trattamento (due di Ama a Rocca Cencia e Salaria, due di Colari a Malagrotta). Un sistema ingolfato, che la stessa Ama definisce «rigido e fragile, e attualmente stressato dalla maggiore produzione stagionale di rifiuti». Una rete di impianti che può andare in affanno per una banale opera di manutenzione. Come ieri, a Rocca Cencia. Alle 6 di mattina oltre 100 camion dell’Ama, carichi di immondizia, sono rimasti incolonnati sulla strada che porta all’impianto di tritatura dei rifiuti solidi urbani. Su queste tematiche c’è molta attenzione da parte delle associazioni ambientaliste che sono ovviamente sul piede di guerra. 

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