Frosinone. “Ritengo molto importanti i provvedimenti approvati dalla Regione Lazio in materia di spending review. Essi mi appaiono tendenti a contenere la spesa senza causare difficoltà nel mantenimento e nella qualità dei servizi. Si tratta, infatti, di provvedimenti indispensabili in questo periodo. Considerimages (2)ando i dati diffusi dall’Unione delle Province d’Italia secondo i quali molte Province d’Italia rischiano il default per il taglio delle provvidenze dello Stato e delle Regioni, abbiamo avuto ora la certezza di aver fatto bene ad operare lo scorso anno e a continuare ancora oggi la nostra spending review”. Così esordisce il commissario Straordinario della Provincia di Frosinone, Giuseppe Patrizi, che per quando riguarda i tagli nel territorio del frusinate dichiara, “abbiamo operato un taglio necessario di alcune figure apicali e di altro genere alla scadenza contrattuale, abbiamo razionalizzato la spesa per locazioni, abbiamo ottimizzato l’uso degli spazi, abbiamo ridotto di circa l’80% la spesa per consulenze e incarichi professionali valorizzando le risorse umane interne come nel caso dell’Ufficio Legale, abbiamo evitato spese superflue.  Abbiamo chiuso società partecipate come Ciociaria Sviluppo, e Società Aeroporto. Stiamo facendo anche un ragionamento in tal senso per la Società interporto”. Prosegue Patrizi,  “solo per quanto riguarda l’Agenzia di Formazione, considerato il suo alto valore sociale, l’interesse di circa 1000 studenti l’anno che vi trovano un’importante ancora di salvezza per il loro futuro, stiamo compiendo ogni sforzo per rimetterla in sesto e ipotizzare un futuro. In sintesi abbiamo ridotto la spesa di oltre 3 milioni e 600 mila euro.  Tutto ciò senza penalizzare i servizi alla cittadinanza e anzi, in alcuni casi, implementandoli, come si evince dalle recenti iniziative in materia di viabilità ed edilizia scolastica. Se non avessimo operato quella necessaria revisione di spesa ora ci troveremmo in serissime difficoltà, ben oltre quelle che comunque abbiamo, dovute alla drastica riduzione dei finanziamenti da parte di Stato e Regione e per i crediti vantati non ancora onorati dagli stessi enti (circa 40 milioni di euro da avere dallo Stato e circa 65 milioni di euro dalla Regione)”.