Roma. L’ombra del sabotaggio sui disagi in metro. E’ quanto spunta dall’inchiesta Atac secondo la quale alcuni guasti segnalati dai macchinisti per rimandare i treni in deposito e rallentare le corse non solo sarebbero risultati inconsistenti, ma sarebbero addirittura stati causati dagli stessi dipendenti. atac romaUna vera e propria manomissione, con l’obiettivo di aumentare il più possibile i tempi di attesa sulle banchine. L’inchiesta interna dell’azienda dei trasporti si sta concentrando sul numero record di malfunzionamenti che sono stati segnalati dai macchinisti a partire dal 1 luglio, quando è entrato in vigore l’obbligo di timbrare il cartellino con un badge elettronico a inizio e fine turno. Una misura indigesta per i conducenti che, da quel momento in poi, hanno iniziato uno sciopero bianco per rallentare il servizio e costringere i vertici di Atac a ritirare la riforma, che comprende anche i bonus che prima finivano in automatico nelle busta paga dei dipendenti e che ora invece saranno legati alla produttività e all’effettiva presenza in servizio. La rivolta dei macchinisti passa da un’escamotage che viene messo in atto subito prima di iniziare la corsa, quando i conducenti effettuano alcune manovre di prova per testare il corretto funzionamento dei treni. Da regolamento, se vengono ravvisati problemi, il convoglio deve tornare in deposito per essere riparato. A partire dal 1 luglio i treni «scartati» per malfunzionamenti sono aumentati del 200% rispetto a quelli mandati in rimessa nel mese di giugno. Si è registrato addirittura un + 300% rispetto alle prime tre settimane di luglio 2014.