Anzio. Stop ai lavori per il raddoppio del porto di Anzio per salvare il litorale da Latina a San Felice Circeo. La realizzazione di un molo di 400 metri, secondo autorevoli studi, metterebbe a rischio le dune costiere. Ieri la presentazione di una mozione depositata all’attenzione del presidente del Consiglio comunale e del sindaco di Sabaudia. L’atto èporto rio martino sottoscritto da tre esponenti di opposizione: Amedeo Bianchi, Giada Gervasi e Marcello Pastore. L’obiettivo è che il Consiglio comunale della cittadina delle dune impegni il sindaco Maurizio Lucci e la sua giunta ad impugnare nel metodo e nel merito quanto deliberato dall’amministrazione regionale in favore dell’ampliamento del porto di Anzio”. “In questi giorni”, spiegano i firmatari della mozione, ” l’amministrazione comunale di Anzio ha comprato le quote dei privati nella società preposta alla realizzazione dell’opera annunciando di riprendere immediatamente le procedure dell’appalto. Per i tre consiglieri comunali non c’è tempo da perdere: “Per nostra fortuna, la prima gara d’appalto è andata deserta. Ma ora che il Comune di Anzio ha annunciato di riavviare l’iter per la gara non possiamo stare a guardare”. Per Bianchi, Gervasi e Pastore “è assolutamente necessario accertare se l’approvazione del progetto di ampliamento del porto di Anzio sia corredato della Valutazione di impatto ambientale e della Valutazione di incidenza in un arco di costa di sufficiente ampiezza”. “Le dune del Circeo”, scrivono i consiglieri nella mozione, ” nonostante le condizioni di vulnerabilità geomorfologica e la presenza di alcuni tratti in dissesto, sono tra le meglio conservate in tutto il Mediterraneo; sono patrimonio ambientale d’Italia e d’Europa, in quanto dichiarati Siti d’importanza comunitaria . In base ad una delibera di giunta il territorio comunale è stato inserito nel patrimonio Mab Unesco”. Insomma, ce ne è abbastanza per impedire la distruzione della costa pontina. Nella mozione si chiede anche che il Consiglio comunale impegni il sindaco, la Giunta e il rappresentante dell’amministrazione in seno all’Ente Parco ad “adoperarsi affinché il Parco Nazionale del Circeo, in tutte le sue espressioni, sia in prima fila nel reclamare la revisione auspicata, tanto più che è previsto per legge che la competenza del Parco possa estendersi anche fuori del suo perimetro quando gli effetti di un’opera possano incidere sul suo patrimonio ambientale”.