Roma. Ignazio Marino non molla, e si dice “straconvinto di potercela fare ad andare avanti”. Anzi dopo l’ultimatum di due giorni fa uscito netto dalla direzione del Pd romano, “o camb++ Protesta anti-immigrati:Marino,ora via degrado da zona ++ia e azzera giunta o si va al voto”, replica con altrettanto vigore: “nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta né me lo chiederà”. Ma poi, ancora in diretta a ‘In 1/2′, aggiunge: “da tempo però penso di riallocare talenti della giunta”. Ovvero si pensa ad un rimpasto per cacciare chi non ha fatto ciò che doveva. Le voci di un voto a marzo per il Campidoglio “sono totalmente inesistenti. Fanno parte di quel cicaleccio di cui si alimenta la politica che non è abituata a rimboccarsi le maniche”. precisa al Messaggero il sindaco di Roma che accusa: “Il caso Tor Sapienza è il risultato di 12 anni di gestione sbagliata del progetto di accoglienza elaborato dal Viminale. Presto giunge la replica del ministro Alfano: “Qui stiamo parlando di Tor Sapienza, che è a Roma, dove il sindaco è lui. Il luogo lo sceglie il sindaco e il Viminale gli da’ i soldi. Punto. Altrimenti stiamo facendo i prestigiatori con i telespettatori”, ha risposto su SkyTg24. Intervistato anche dalla Stampa, Marino sottolinea che “non è esclusiva responsabilità dei sindaci il fatto che i luoghi d’accoglienza si siano concentrati lì. Si tratta di decisioni prese di concerto con il programma del servizio protezione rifugiati del ministero dell’Interno”. “In base ai dati del ministero dell’Interno – aggiunge – il Lazio, con 5 milioni di abitanti, la metà della Lombardia, è la regione che accoglie oltre un quinto di tutti i rifugiati del Paese. Di questi, l’87,5 % insiste su Roma. Non è che ci sia tanto da discutere. Abbiamo mobilitato risorse che prima non esistevano. E noi non facciamo manifestazioni coi saluti fascisti”. Ancora, Marino sottolinea di non accettare “aut aut” sulla richiesta di rimpasto della sua giunta da parte del Pd. Sul caso della Panda, si difende: “Il precedente sindaco ha ancora l’auto a disposizione del ministero degli Interni e 4 uomini per la sua sicurezza, io non ho nessuno, ho rinunciato ad avere la macchina, non voglio scorte, né sotto casa né da nessuna parte. Credo che almeno il passaggio in Panda nel centro storico lo possa fare”.

Sit-in a Roma sud, qui non ce li vogliamo
“Noi qui non ce li vogliamo, vadano via”. Queste le parole di alcuni dei residenti dell’Infernetto, quartiere a sud di Roma dove una ventina di manifestanti è scesa in piazza per protestare contro il trasferimento di una parte degli immigrati di Tor Sapienza nel centro di via Salorno. “Siamo come a Tor Sapienza – dice una manifestante – ogni giorno ci sono furti negli appartamenti e nelle ville, questi nuovi immigrati non faranno altro che incrementare la criminalità”. La manifestazione si è svolta un in clima sereno sotto il controllo di polizia e carabinieri che sorvegliano il centro, per ora blindato. All’interno della struttura alcuni immigrati appaiono scossi dalla presenza dei manifestanti. Sul posto anche alcuni esponenti locali di Fratelli d’Italia che stanno organizzando una fiaccolata di protesta per i prossimi giorni.