Roma. Tragedia in uno dei tanti campi nomadi della capitale.Una bambina di 11 anni che vive con la famiglia nel campo nomadi di Castel Romano, all’estrema periferia di Roma, è stata trasportata in ospedale, in gravissime condizioni con una ferita d’arma da taglio al torace. La bimba è stata operata ed “è fuori pericolo anche se è ancora intubata. Ma la situazione è decisamente sotto controllo”, spiega l’assessore capitolino alle Politiche sociali Francesca Danese, che oggi ha fatto visita alla piccola. Sulla vicenda sono in corso indagini dei Ambulanzacarabinieri di Pomezia. Dai primi accertamenti sembrerebbe che sia stata ferita da un amichetto con un coltello da cucina mentre giocavano nel campo. Secondo quanto si è appreso, inizialmente la bambina è stata portata all’ospedale Sant’Anna di Pomezia, poi è stata trasferita all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, dove è ricoverata in terapia intensiva. Secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie, la coltellata le ha perforato un polmone. I carabinieri stanno cercando si ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Il coltello da cucina è stato sequestrato. C’è riserbo sulle indagini. Da una primissima ricostruzione sembra che la piccola stesse giocando con degli amichetti, tre fratellini, quando è stata ferita. I militari hanno identificato la madre del ragazzino minorenne, una bosniaca, che potrebbe rispondere di lesioni gravissime e abbandono di minori. “Sono molto turbata dalla notizia”, ha dichiarato la neo-presidente dell’Ospedale della Santa Sede, Mariella Enoc, rendendo nota l’intenzione del Bambino Gesù di avviare con altre realtà un’azione di cura e prevenzione nei campi rom della Capitale. “Capisco sempre di più la necessità”,  ha detto Mariella Enoc, “di mettere in atto il progetto già pronto di una task force di medici ed infermieri che vadano nei campi rom a prendersi cura dei bambini anche con un’azione di prevenzione. In questo momento il nostro ospedale deve essere impegnato nel curare al meglio la piccola e dare assistenza alla famiglia”. Lo scorso 28 febbraio, ricevendo in udienza la Confcooperative, era stato Papa Francesco ad auspicare la nascita di una “rete efficace di assistenza e di solidarietà” che coinvolgesse le cooperative, le parrocchie e lo stesso Ospedale Bambino Gesù.