Latina.¬†Una truffa da due milioni di euro quella accertata equitalia_1dagli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina nell’ambito di una inchiesta, conclusa nei giorni scorsi con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di due fratelli commercialisti di Terracina e ad un messo di Equitalia. Gli accertamenti degli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, erano stati avviati un paio di anni fa con le ipotesi di reato di falso, truffa, ricettazione e appropriazione indebita oltre che di associazione per delinquere. Secondo quanto riferito dalle vittime ai finanzieri, diversi contribuenti si sono visti iscrivere da Equitalia, ignari, una ipoteca sui propri beni per il mancato versamento di imposte e contributi. Un affare da due milioni di euro accertato tra il 2010 e il 2014: l’Iva e i contributi Inps invece di essere versati nelle casse dello Stato venivano fatti confluire direttamente sui conti correnti dei professionisti incaricati dei versamenti che, davanti ai clienti, si giustificavano rappresentando errori da parte degli uffici pubblici. Molte vittime hanno scoperto la truffa solo dopo l’intervento della Guardia di Finanza. Come complice del sodalizio, secondo i finanzieri, e’ stato determinante il ruolo di un impiegato di Equitalia in pensione dal 2008. L’uomo, che avuta nella sua disponibilita’ la cartella esattoriale da notificare al contribuente per il pignoramento dei beni, la consegnava allo stesso studio professionale in modo da lasciare il cliente all’oscuro di quanto stesse accadendo. In alcuni casi i tributaristi emettevano a garanzia dell’operazione assegni bancari privi di copertura o relativi a conti ormai chiusi. Le indagini concluse in questi giorni porteranno i magistrati a trarre le conseguenze e decidere per un eventuale rinvio a giudizio.