Roma. Truffa e falso ai danni della sanità pubblica è questa l’accusa nei confronti dei 17 dipendenti dell’Ospedale specializzato israelitico di Roma. In 14 sono finiti agli arresti tra medici e operatori, tra essi anche l’ex direttore generale dell’ospedale, Antonio Mastrapasqua.  nas controlliI carabinieri del Nas di Roma, hanno eseguito 17 misure restrittive di cui 14 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altrettanti dirigenti, medici e operatori della casa di cura privata. Alterazione della tipologia di interventi eseguiti, specie per biopsie prostatiche e tiroidee e correzione dell’alluce valgo, per ottenere rimborsi maggiorati; modifica dello stato dei luoghi, della destinazione d’uso dei locali ospedalieri e delle attività sanitarie per mascherare lo svolgimento di attività irregolari; erogazione parziale, in carenza di autorizzazione, dei servizi di assistenza domiciliare. Sono i tre filoni dell’inchiesta romana sfociata oggi nell’emissione di 17 ordinanze cautelari (14 domiciliari e tre obblighi di firma) nei confronti di dirigenti, medici ed operatori dell’Ospedale Provinciale Geriatrico Specializzato Israelitico. Tra i destinatati dei provvedimenti, emessi dal gip Maria Paola Tomaselli su richiesta dei pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia, figurano, oltre ad Antonio Mastrapasqua, direttore generale ed amministrativo, Tiziana D’Agostini, vice direttore, Gianluigi Spinelli, direttore sanitario nonchè responsabile del Day Hospital, Mirella Urso, responsabile dell’ufficio controllo appropriatezza cartelle cliniche, Elvira Di Cave, primario del reparto di ortopedia, Pietro Aloisi, responsabile del servizio urologia, e Naim Nasrollah, medico chirurgo. L’inchiesta ha preso le mosse da segnalazioni del Nucleo Operativo Controllo (Noc) della Regione Lazio. Contestualmente ai 17 provvedimenti cautelari, eseguiti dal Nas di Roma con l’ausilio del Comando Provinciale di Roma, l’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo per equivalente pari all’ammontare di 7,5 milioni di euro, somma riconducibile alla indebita richiesta economica eccedente le prestazioni realmente erogate della struttura ospedaliera.