Roma. Passeggiava con la mamma e il fratellino ed era intento a guardare una vetrina per scegliere il suo regalo di compleanno, quando improvvisamente è stato colpito da un vaso ed è morto. L’incidente è avvenuto su via Appia, è stata questione di un attimo e senza neanche avere il tempo di rendersene conto, fu sdownload (5)trappato alla vita a 13 anni. Colpa di un vaso poggiato in bilico su un balcone, al sesto piano del civico 197 di via Appia Nuova, il 10 settembre del 2012. A distanza di due anni, per quella morte così assurda ieri, il gip di Roma ha condannato a 22 mesi di carcere i proprietari di quella piantina grassa piombata sul 13enne. Si tratta di Maria Grazia Capizzi, 65 anni, e il marito Roberto Cascioli, 67, che rispondevano di omicidio colposo e hanno accettato il patteggiamento. Il capo di accusa a loro carico racchiudeva il dramma di due famiglie. Quella di Cristian, morto tra le braccia della madre e dei passanti. E quella della coppia, schiacciata dal rimorso e dal dispiacere. Che ora, in assenza di un’assicurazione, dovrà anche risarcire la famiglia di Cristian per l’immensa perdita. «Posizionando alcuni vasi sul parapetto del proprio balcone, senza ancorarli», aveva scritto il pm Giuseppe Cascini, «i due non avrebbero rispettato il regolamento di Polizia Urbana del Comune, cagionando così, per la caduta accidentale di un vaso, la morte del bambino».