Roma. «Caro Ignazio, dopo aver letto attentamente su Repubblica l’inchiesta, insieme magnifica e terribile, di Francesco Merlo sulle politiche culturali della città di Roma, ti scrivo con l’amicizia che tu ben conosci». Inizia così la lettera aperta che Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, ha inviato questa mattina a Ignazio Marino, Primo cittadino della Capitale. Scrive Zanda: «Il sindaco di Roma, oggi fa un lavoro ai primi posti nella classifica dei mestieri più difficili del mondo. Difficoltà aggravata per chi, come te, deve quotidianamente fare i conti con un bilancio in rosso e con un’eredità tanto disastrosa come quella che il tuo predecessore ti ha lasciato. Immagino la tua pena quotidiana per i bisogni vitali insoddisfatti dei cittadini, per lo stato spesso pietoso dei grandi servizi pubblici, per la difficoltà di garantire la semplice manutenzione quotidiana della città, per l’ansia di dare una risposta positiva alla domanda di decoro urbano, mobilità, sicurezza». «Ma l’inchiesta così puntuale e così Rome's Mayor speaks in Madridseria nelle sue conclusioni di Francesco Merlo – prosegue il capogruppo del Pd a Palazzo Madama – mette in primo piano il problema dell’anima di Roma, della crisi della sua identità culturale e della sua forma urbis, del degrado del suo profilo
internazionale, dell’assenza di una prospettiva, di un’idea sul futuro di Roma». «Roma vive nei sogni di tanta parte del nostro pianeta per la straordinaria ricchezza delle stratificazioni culturali che l’hanno resa magnifica nei secoli. Sperperare questo patrimonio, non difenderlo, non promuoverlo, non alimentarlo, può essere il più imperdonabile dei delitti contro la città». «Caro Ignazio, tu hai le qualità personali per invertire subito, ora, immediatamente, questo processo di degrado e di involuzione culturale che sta soffocando le potenzialità di Roma, che le impedisce di vivere come dovrebbe, di crescere, di diventare adulta», osserva. «Ti scrivo questa lettera aperta nella fiducia che tu voglia, possa e sappia dare un colpo di reni alle politiche culturali romane. Cari saluti, Luigi Zanda», conclude.