Viterbo. G.D. 34enne di Bracciano è stato arrestato venerdì per violenza sessuale ai danni di bambini di nove e dieci anni. Il più piccolo sarebbe il suo nipotino, mentre il più grande un amichetto che andava a trovarlo per giocare. Per il presunto orco che adescava i bambini proprio con la scusa del gioco, è preabusi-sui-minorivisto oggi l’interrogatorio di garanzia. Gli abusi sarebbero avvenuti sempre in camera da letto, sotto la ‘capannina delle lenzuola’ che G.D. costruiva col nipotino e il suo amico del cuore. Un gioco perverso di palpeggiamenti reciproci e forzati.  ”Facciamo la capannina? Sì, dai, adesso vi insegno un bel giochino: costruiamo una capannina tutta per noi e tutto quello che succede lì dentro dovrà essere un nostro segreto, ok?”. Ma il bambino più grande il segreto non l’ha mantenuto: non appena tornato a casa aveva raccontato tutto ai genitori che, dapprima si erano rivolti alla madre dell’altro bambino, che poi è la sorella del 34enne, rimasta comprensibilmente sotto shock. Poi la segnalazione in Questura e l’inizio delle indagini condotte dalla Squadra mobile e svolte in maniera estremamente tempestiva vista la delicatezza della faccenda. L’operaio di Bracciano si trova in regime di detenzione domiciliare: le infamanti accuse che gli vengono mosse non sono supportate da accertamenti clinici, ma troverebbero sostegno in una precedente pesante pena inflitta al 34enne tempo fa per lo stesso identico reato: l’uomo era infatti stato condannato lo scorso anno a otto anni per violenza sessuale ai danni di un altro minore di Roma. Va detto, in tale contesto, che non si tratta di una condanna definitiva ma, certo, è abbastanza pesante. Di questo e di molto altro l’uomo dovrà conto all’autorità giudiziaria: il colloquio con il magistrato è previsto per questa mattina e si svolgerà negli uffici del palazzo di giustizia viterbese. Ad interrogare il presunto orco sarà il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo, Franca Marinelli, la stessa che ha emesso l’ordinanza a carico dell’uomo. Potrebbe esserci anche una terza vittima dei presunti abusi sessuali sotto le coperte. Si tratterebbe di un ragazzino sui 12 anni. Compagno di giochi degli altri due, già ascoltati dai poliziotti della squadra mobile.